Cronaca
Collepasso, il figlio: "È stato un incidente". In rete le tracce dei dissidi familiari
giovedì 30 maggio 2019

Nella confessione, l’uomo ha ammesso le proprie responsabilità. Da tempo, nella comunità locale, erano noti i dissidi all’interno della famiglia.

Dopo la macabra scoperta del corpo bruciato dell’anziano Antonio Leo e una lunga notte in caserma, il figlio, Vittorio, di professione agente immobiliare, ha confessato l’omicidio del padre davanti ai carabinieri, fornendo i dettagli di una vicenda tragica consumata tra le mura familiari.

Ha provato a spiegare che si sia trattato di un incidente dentro un impeto d’ira, dovuto all’ennesima discussione col padre anziano, il reo confesso. I due, stando al racconto dell’uomo, si sarebbero trovati in cucina al momento del litigio, vicino ai fornelli accesi: il figlio ha ammesso di aver buttato contro il padre dell’alcol e la vicinanza al fuoco avrebbe poi innescato le fiamme. L’anziano si sarebbe diretto in bagno per cercare dell’acqua con cui spegnere il fuoco, ma qui sarebbe caduto, morendo.

Una terribile fine per l’anziano, insegnante in pensione. In un secondo momento, il figlio 48enne avrebbe avvertito i carabinieri, sostenendo di aver ritrovato il corpo del padre bruciato. I militari, però, fin da subito non hanno creduto alla sua versione dei fatti e, dopo una serata di interrogatori serrati, sono riusciti a ottenere la confessione.

I dissidi e il clima di tensione perenne all’interno della famiglia, in paese, era noti da tempo: lo stesso agente, in più di un’occasione, aveva postato atti di procedimenti giudiziari contro la sorella, medico psichiatria residente fuori regione da tempo, con messaggi vocali a testimoniare i litigi, legati alla gestione dell’anziano padre e a questioni patrimoniali.