Cronaca
Nessuna violazione sulla sede Crap, archiviazione per sindaco e 13 consiglieri
venerdì 31 maggio 2019

Al centro della vicenda che ha coinvolto anche il primo cittadino di Casarano, Gianni Stefano, una deliberazione sullo spostamento della sede della comunità riabilitativo assistenziale psichiatrica “Casa Amata”.

“Nessuna violazione di legge o di regolamento è stata realizzata perché l’obiettivo della pubblica amministrazione era solo quello di trovare un contemperamento tra l’interesse del privato e quello del pubblico”. È questa, in sintesi, la motivazione con cui il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Alcide Maritati, ha disposto l’archiviazione nei confronti del sindaco Gianni Stefano e di 13 Consiglieri Comunali, per le ipotesi di “abuso d’ufficio” e di “rifiuto di atti d’ufficio” formulate dal legale rappresentante della Casa Amata srl. All’archiviazione definitiva si è giunti dopo la prima archiviazione disposta dal Pm, alla quale Casa Amata si era opposta.

Le indagini presero il via in seguito all’adozione da parte del Consiglio Comunale della Deliberazione del 29 novembre 2017 con la quale si modificava il Regolamento di Igiene Sanità limitatamente alle “Comunità riabilitativo assistenziali psichiatriche dedicate per il trattamento dei pazienti autori di reato ad elevata complessità”, ovvero le “CRAP dedicate”. A tale determinazione si era giunti ascoltando le legittime preoccupazioni espresse dai residenti di via Agnesi e del quartiere dove una struttura simile sarebbe dovuta sorgere, ma dell’intera città, tenendo conto della vicinanza con l’asilo comunale, la scuola materna, l’ufficio postale ed un supermercato. Legittime esigenze e preoccupazioni recepite nel senso di vietare che strutture sanitarie di un questo tipo potessero sorgere a meno di 500 metri da “luoghi sensibili”.

La piena correttezza di quella deliberazione viene ora sancita dal Gip del Tribunale di Lecce nella misura in cui afferma, tra l’altro, che “L’amministrazione comunale altro non ha fatto se non fare proprie le preoccupazioni dei cittadini di via Agnesi, senza alcuna finalità di pregiudizio per l’attività di impresa della Casa Amata giacché si prevedeva nella deliberazione adottata un congruo termine per lo spostamento della struttura”. La decisione, tra l’altro, accoglie pienamente la richiesta avanzata in tal senso dallo stesso Pubblico ministero.

“È stato acclarato -sottolinea il sindaco Gianni Stefàno- che l’amministrazione comunale ha agito nell’interesse pubblico cercando di contemperare interesse pubblico e privato. Rimane però l’interrogativo se le forze di minoranza ad eccezione di Enrico Giuranno hanno agito con questo spirito. Oggi come allora riteniamo, confortati dal prezioso lavoro svolto dalla magistratura, di aver adottato un provvedimento che persegue finalità di carattere generale e di utilità pubblica, anche a tutela degli stessi ospiti di tale tipo di strutture che è bene non siano ghettizzati e che perseguano il giusto percorso di cura e di reinserimento sociale. Dispiace solo che per giungere all’affermazione di tali verità sia stato necessario scomodare un tribunale ipotizzando la commissione di reati, come poi si è visto, inesistenti e strumentalizzando l’intera vicenda”.