Salute Sette
Tribunale dei diritti del Malato su ospedale di Casarano: "Carenza di organico e criticità"
martedì 2 luglio 2019

La squadra del Tribunale dei Diritti del Malato, guidata da Anna Maria De Filippi, ha realizzato un indagine sui servizi sanitari, relativa al primo semestre del 2019 in cui emergono carenze di personale, apparecchiature vetuste (quindi pericolose!), ma anche problemi strutturali. Bene Chirurgia perfino sul piano dell’umanizzazione. Si tratta dell’Audit Civico nell’Ospedale “F. Ferrari” di Casarano, creato con lo scopo  di sottolineare eventuali criticita? per migliorarne i servizi erogati e lo stato dell'arte. “L’Audit Civico di Cittadinanzattiva TDM e? uno strumento a disposizione dei cittadini, una vera e propria attivita? di valutazione dove il cittadino cessa di essere un puro oggetto di indagine e diventa il soggetto valutatore che visita le strutture ed interroga i responsabili”.

L’audit civico che porta avanti il Tribunale dei Diritti del Malato è uno strumento di democrazia e controllo partecipato del sistema sanitario. L’indagine si è svolta con la collaborazione della direzione sanitaria dell’Asl Lecce, a cui è stato comunicato il calendario degli approfondimenti. L’ospedale di Casarano è stato declassato e la carenza di personale è evidente, ciononostante la struttura continua ad operare come Ospedale di Primo Livello, “grazie a strumenti diagnostici di qualità e al lavoro e all'abnegazione dei tanti medici, paramedici e lavoratori di ogni settore, che non si risparmiano”.

“I disagi dei pazienti sono da attribuire ad un sistema organizzativo della sanità fuori tempo massimo e alla mancanza di strumenti necessari, come le ambulanze. Molti problemi nascono da scelte politiche sanitarie non rispondenti ai bisogni degli ammalati dell'era digitale” - spiegano i responsabili del Tribunale dei Diritti del Malato. I guai sono tanti. L’équipe che ha svolto l’indagine  (M.Ilaria De Rocco, Cristina Lezzi, Rita Riccardi e Silvana Epifani) ha approfondito le criticità di Cardiologia, Chirurgia Generale, Geriatria, Medicina, Nefrologia, Neurologia, Oncologia, Ortopedia, Psichiatria, Pronto Soccorso, Rianimazione e Urologia. 

I RISULTATI DELL’INDAGINE 

Nell’Unità Operativa di Cardiologia sono state riscontrate diverse criticità, anche a livello strutturale: porte impolverate e da riparare; bagni senza carta igienica, scopini sporchi e usurati; difficoltà a spostare i pazienti allettati a causa delle porte strette; armadietti e macchinari allocati nei corridoi e scarsa presenza di personale OSS. In Chirurgia l’organico è carente e anche gli spazi. Manca una macchina importante: è necessario l’acquisto di un altro endoscopio, c’è la necessità dell’acquisto di carrelli per il reparto e l’endoscopia e bisogna riparare l’amplificatore di brillanza.

“Alla carenza degli spazi si potrebbe sopperire con due stanze dall’adiacente ex Chirurgia Pediatrica - annotano sul documento i responsabili dell’indagine - In questo Reparto è stata osservata umanità, cortesia e professionalità in tutto il personale verso i degenti e i visitatori. È stato osservato ordine, pulizia e senso del dovere, sotto la guida del Primario dottoressa Stefania Romano che è riuscita, in poco tempo, a instaurare la cultura dell’umanizzazione e del dovere professionale, con un incremento dell’attività chirurgica di elezione, mininvasiva (laparoscopica) e in regime d’urgenza con un alto livello di professionalità.

L’Equipe dell’Audit Civico è rimasta bene impressionata e augurerebbe in ogni reparto un siffatto clima dedito alla cura e al benessere dei pazienti. 

Anche nell’Unità Operativa di geriatria il personale OSS è carente, “tanto che gli ammalati gravi devono avere un familiare o badante H 24 per l'assistenza, perchè vi sono 2 infermieri per turno di 8 ore, con 20 posti letto e 15 extralocati”. 

“I pazienti di geriatria, a volte, privi di assistenza familiare, rimangono in reparto anche 20 giorni dopo le dimissioni, a causa del ritardo per il trasferimento nelle residenze assistite. Sono disponibili solo 7 materassi antidecubito e uno ad alto rischio. Le lamentele in questo reparto sono piuttosto pressanti per la qualità del cibo e per la monotonia dei pasti.

Criticità anche nell’Unità Operativa di Medicina a causa della carenza di personale più volte segnalato e reiterata richiesta di pitturazione dei termosifoni ridotti a veicolo di sporcizia. “Il reparto è inadeguato - scrivono gli esperti del Tribunale del Diritti del Malato - in quanto la ristrutturazione non è stata nemmeno presa in considerazione perchè in attesa del trasferimento nella nuova sede.

Nel reparto di Nefrologia, con il Dr. F. Morgante e l'infermiera Florinda Coi, è stata riscontrata la carenza di organico e le varie difficoltà nel gestire i pazienti durante la notte, in quanto non è prevista la presenza della guardia notturna ed è presente in reparto un solo infermiere ed un'altra unità reperibile.

“Vengono seguiti 86 pazienti dializzati a Casarano e 22 a Gagliano. I posti letto per dialisi sono 23, mentre quelli per la degenza sono passati da un numero originario di 6 a 4, in quanto una stanza sarà adibita ad ambulatorio medico.

Attualmente vi è infatti un solo ambulatorio medico che serve quasi esclusivamente all'impianto dei PIC”. 

Criticità anche in neurologia, con barelle e sedie a rotelle depositate nella saletta della TV e ricevimento ospiti, scopini dei bagni non adeguati (sporchi e usurati), lamentele per i pasti non serviti come da ordinazione e carenza di personale OSS, tanto che gli ammalati gravi devono avere un familiare a fianco per tutto il giorno. In Oncologia l’équipe, con la dottoressa Elia, ha osservato un’unica nota stonata: gli scopini dei bagni non adeguati (sporchi e usurati). In Urologia mancano gli scopini dei bagni, che sono non adeguati (sporchi e usurati), i pazienti si lamentano per la qualità dei cibi somministrati, “le informazioni mediche vengono fornite da qualsiasi medico e non c'é quindi un punto di riferimento costante”.

ALLARME IN ORTOPEDIA E PSICHIATRA

Difficile la situazione in Ortopedia per la carenza di organico in servizio: solo 5 medici su 9 previsti; 19 infermieri su 22; 3 OSS su 5 e un solo ausiliario. In questo reparto le liste d’attesa sono lunghissime, la qualità della mensa è scarsa e le apparecchiature sono vetuste (con due amplificatori di brillanza gestiti da Radiologia che hanno 20 e 40 anni. Quest'ultimo preso dall'Ospedale di Gagliano del Capo, quasi mai usato). “La vetustà di tali strumenti comporta oggettive conseguenze di esposizione a eventuali radiazioni. Uno dei due amplificatori di brillanza servirebbe giornalmente solo a questo reparto per lo smaltimento delle lunghe liste di attesa a causa delle numerose urgenze che hanno priorità. Ma così non è!”. 

Anche in Psichiatria è stata riscontrata la carenza di personale (solo 5 medici e 19 infermieri) per 15 posti letto, di cui uno riservato alle acuzie. In questo reparto spiccano i termosifoni arrugginiti.

“I letti sono tutt’ora sprovvisti di sponde perchè sono state acquistate le sponde sbagliate. Si attende nuova gara per avere le sponde conformi. Nel frattempo sono stati autorizzati dalla Direzione Sanitaria ad utilizzare, al bisogno, le sponde dei letti di Chirurgia. C’è il bagno per disabili con un antibagno che viene usato come deposito per gli oggetti personali dei pazienti, non custoditi negli armadietti delle stanza di degenza. 
Servirebbe una stanza in più per ricevere i familiari e per lo psicologo. Gli ambienti sono ben tenuti e chiusi a chiave e gli arredi sono spartani. Le sedie nei luoghi comuni sono fissate per terra per evitare che vengano usate come proiettili. Anche gli armadi sono fissati alle pareti, così come alcune finestre sono ulteriormente rinforzate per evitare fughe o altri pericoli. Estintori e bombole di ossigeno sono ubicati in stanze chiuse a chiave ma ben segnalate. Tutte queste accortezze si giustificano con l’esigenza di salvaguardare l’incolumità degli stessi pazienti nonchè del personale medico e infermieristico. Altra nota positiva la stanza per fumatori dotata di cappa di aspirazione e lo spazio all'aperto con panchine e recinzione in legno quale area di svago per i pazienti”. 

UNITÀ OPERATIVA PRONTO SOCCORSO

Il pronto soccorso di Casarano, che ha ancora tanti accessi, è stato esaminato dall’équipe del TdM con il Primario Dr. M. Ricci e la Caposala M. Surano. Anche qui si riscontra la carenza di personale, la mancanza di macchinari (servono due sfigmomanometri) e altre problematiche: assenza di lava padelle; mancanza di una figura fissa per il Triage; ambulanze obsolete). Il sevizio di Pronto Soccorso prevede la presenza costante di 4 medici. Per ogni turno ci sono tre infermieri che si alternano tra Triage, gestione dei codici gialli e dei codici rossi. Il personale risulta composto da 16 infermieri professionali (esclusa la caposala), un infermiere generico e sei OSS. In organico gli infermieri professionali dovrebbero essere 21 e occorrerebbero altri 6 OSS. 
I pazienti stazionano anche per 3-4 giorni in attesa del posto letto. Si osserva come il corridoio, che rappresenta la via di fuga, viene utilizzato per posizionare le barelle ma non c’é altra soluzione considerati gli spazi molto ristretti. Sono in dotazione del Pronto Soccorso 2 ambulanze, abbastanza datate, una infatti risale al 1999. Nel vuotatoio manca un lava padelle!

“Il bagno dei pazienti è relativamente pulito. Manca la tavoletta wc! - continua la relazione del TdM - La sala B per le visite presenta arredi datati e molto arrangiati! Il locale di servizio viene usato come magazzino e la porta di fuga non può essere lasciata aperta per ovvi motivi. Il Triage ha un stanza molto piccola separata dalla sala principale da una vetrata. Il rispetto della privacy non viene ottemperato adeguatamente”.

Andrebbe migliorata l’accoglienza con un infermiere professionale fisso all’accettazione che faccia da filtro e che assegni un codice dal rosso (che ha accesso immediato) al bianco. Il Triagista di fatto è un infermiere che turna mentre dovrebbe essere fisso.

UNITÀ OPERATIVA RIANIMAZIONE

Anche in rianimazione stessi problemi di personale, pochi infermieri e macchine mancanti (si registra la richiesta reiterata per macchina ipotermia terapeutica).

I medici del reparto turnano H 24 poiché uno di essi é addetto quasi esclusivamente all'impianto di PIC: sul territorio c'è bisogno di altro personale medico. Mancano altri due o tre infermieri per garantire a tutti turni regolari e ferie. Ci sarebbe bisogno di una macchina per ipotermia terapeutica, richiesta da ben 2 anni ma non ancora fornita. Il reparto ne avrebbe bisogno perché copre l‘emergenza. 

"In altre regioni tali macchine sono già presenti sulle autoambulanze del 118. Si mette in evidenza che di prassi il 118 indirizza i pazienti all'ospedale più vicino e non a quello più attrezzato, perdendo così del tempo prezioso per le cure necessarie”.

CONCLUSIONI 
La situazione dell’Ospedale di Casarano è emblematica: i tagli nella sanità degli ultimi anni e il declassamento di alcuni ospedali hanno prodotto non pochi disservizi. Sul piano dell’organizzazione si può fare di più.   

Il Tribunale dei Diritti del Malato chiede che per Casarano si sviluppi “la Cultura dell’Umanizzazione dove accoglienza, cortesia ed educazione devono essere al servizio dell’utenza e in specie dell’ammalato. Occorre ridurre le vergognose lunghe liste d’attesa. Non deve essere consentito che per accedere alle prestazioni sanitarie il cittadino debba caricarsi di oneri organizzativi e logistici insopportabili che sono di pertinenza dell’Azienda Sanitaria, del Servizio Sanitario Regionale e Nazionale. Occorre adeguare l'organico del personale sia medico che paramedico”.

Il Tribunale per i diritti del malato esprime seria preoccupazione “perchè non può esserci assistenza sanitaria o erogazioni di servizi sanitari senza adeguato personale”.

Quello in dotazione è costretto a lavorare con turni massacranti a scapito degli ammalati. “Occorre sistemare i bagni con particolare attenzione alla sostituzione degli scopini, fonte di propagazione di germi ed infezioni e la messa in opera delle tavolette dei wc dove mancano o sono rotte”.

Poi c’è il problema del servizio mensa: “occorre un nuovo capitolato in quanto l’esistente risulta datato e inadeguato, secondo l’indagine TdM. “I pasti sono serviti in contenitori non adatti e i contenitori per la colazione risultano scheggiati. Spesso il cibo arriva freddo e difforme dall’ordinazione. Spesso la cena viene assemblata in un unico contenitore con dentro insalata, formaggio, prosciutto o altro, per non parlare poi della qualità del cibo che lascia a desiderare. Lo stesso dicasi della frutta insapore, inodore e immangiabile.

Il cibo servito non viene toccato da molti pazienti e sono soldi buttati direttamente nella spazzatura. Quindi i pazienti non vengono alimentati adeguatamente con ulteriori danni per la loro salute”

Manca anche l’ordinaria manutenzione: è necessaria la pitturazione dei termosifoni, che sono indecenti, arrugginiti e fatiscenti. Ci vogliono piccoli lavori di manutenzione, come l’installazione dei condizionatori d’aria dove non ci sono. “È vergognoso che allo scoppiare del caldo torrido vi siano situazioni che aggiungono sofferenza alla sofferenza in un luogo di cura come un ospedale. È necessario soddisfare le richieste di strumenti necessari che servono tanto al personale addetto quanto ai malati. La pulizia dentro e fuori l’Ospedale lascia a desiderare. Infine i lavori in corso dell'Ospedale sono perennemente sospesi, senza un'apparente ragione”.

“L’Audit Civico è stato eseguito a beneficio degli ammalati e dell’utenza tutta, nell’intento di migliorare la richiesta di salute e l’accesso alle cure, nonchè il lavoro e la professionalità di tutti gli operatori sanitari che operano nelle strutture, indipendentemente che siano di I, di II Livello, di base o Ambulatorio”. 

Gaetano Gorgoni